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Voci fedeli
Presso il museo Georges Brassens a Sète nel sud della Francia
Sono nato in provincia di Genova tanti anni fa e per tanti anni ho lavorato nella pubblica amministrazione, conservando un interesse per le discipline umanistiche e per la Canzone d’Autore. Dopo la laurea in Lettere Moderne del 1993, ho conseguito la laurea magistrale specialistica in Strumenti e Metodi per la Ricerca Storica nel 2009. In entrambe le occasioni, oltre alla lode, ho ricevuto il riconoscimento accademico della dignità di stampa. Ho curato l'edizione critica, la trascrizione e l'introduzione delle Memorie di Genova (1624 – 1647) di Agostino Schiaffino. Questo studio è stato pubblicato dal Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università di Genova e poi inserito nella collana "Quaderni di Storia e Letteratura".


E' uscito il mio libro
CARLO CABELLA
GENOVA 1625
La guerra tra la Repubblica di Genova ed il Ducato di Savoia
Nel marzo del 1625 due eserciti, uno francese e l’altro del duca di Savoia, iniziano l’invasione del territorio della Repubblica di Genova. Siamo nel quadro della guerra dei Trent’anni, un conflitto che ha devastato l’Europa tra il 1618 e il 1648. Genova rispetto agli invasori è debole, con poche difese e impreparata ad affrontare l’emergenza militare. Un avvio drammatico: la Repubblica perde in pochi mesi molti borghi oltre le montagne e quasi tutta la Riviera di Ponente. È la disperazione di una Città che vede i nemici vicini alle sue porte e pronti ad assediarla.
Poi, nel giro di una stagione, grazie al soccorso degli alleati spagnoli, la situazione si capovolge con la cacciata degli invasori, il recupero del suo territorio e la conquista di alcune terre oltre i propri confini. La guerra a fine anno è vinta e ora Genova attende con fiducia le trattative di pace.
In realtà molte speranze saranno deluse ed il transito agli anni Trenta del Seicento sarà segnato da avvenimenti molto importanti. Uno snodo nella storia della Repubblica che vedrà la sospensione dei debito spagnolo, le congiure, la violenza politica, l’avvicinamento tra Spagna e Savoia nella guerra per la successione di Mantova e del Monferrato, la costruzione delle nuove mura, l’avvicinamento diplomatico alla Francia di Luigi XIII.
Seguendo le tracce delle fonti genovesi, ho sviluppato un racconto possibile, con un gioco combinatorio tra una pluralità di narrazioni coeve che, con angolazioni e profondità diverse, costituiscono una ricchezza documentale di prima mano.
L’esercizio di prendere le fonti, spremerle, combinarle, raccoglierne le suggestioni, attingerne le immagini per farne racconto è una prova, non per scrivere la storia di questa guerra, per scrivere una storia possibile.
Cerco di sfuggire la tentazione abusata e semplicistica di una lettura in chiave celebrativa e municipale che taglia la complessità dei rapporti sociali e istituzionali dentro la Città, sorvola sulla complessità dei rapporti tra Genova e il suo territorio, semplifica o elude il contesto europeo dentro il quale si colloca.
Mi piace, invece, attingere dalle memorie del tempo soprattutto per l’affascinante senso di precarietà che ci trasmettono, per il gioco del provvisorio, del relativo e dell’imprendibile che ci tramandano, con tratti ben riconoscibili di una sorprendente modernità.
L'argomento del mio libro